Triskel182

Marchesini
QUANDO veniva da Fabio Fazio a Chetempochefa, ogni anno più gracile e sofferente, assottigliata dalla malattia, ci si chiedeva con ansia crescente come avrebbe potuto affrontare la sua mezz’ora davanti alle telecamere. Dopo un minuto che era in camerino l’ansia era un solo vago ricordo, quel fantasma di ossa e spirito trasmetteva una vitalità contagiosa. Con il dolore era dignitosa e beffarda, come si conviene ai grandi comici e ai grandi stoici.

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