Triskel182

È INSPIEGABILMENTE morto, ieri a Roma, Remo Remotti, pittore, poeta, attore. Nessuno di quelli che lo hanno conosciuto e frequentato poteva immaginare che Remo, prima o poi, avrebbe smesso di vivere. La sua vitalità esuberante, smaniosa, contagiosa era palesemente inconciliabile con la morte; e il suo decesso, a soli novant’anni, va dunque considerato la prova definitiva che,effettivamente, nessuno di noi è immortale.
Remo non è stato, diciamo così, un artista da Pantheon. O da accademia. O da red carpet. Ha disperso la sua energia (atomica) in miliardi di attività il più delle volte incompiute, ha viaggiato moltissimo, vissuto furiosamente, amato a iosa, è stato in quasi tutti i posti del mondo, anche in manicomio, ha riso, cantato, scritto, recitato, mangiato, bevuto sempre con una naturalezza smagliante, fanciullesca, al riparo dai sensi di colpa così come dall’autocompiacimento.

View original post 96 more words

Advertisements