Triskel182

Il teppismo ha oscurato l’aspetto sportivo ed esistenziale del derby di Torino, vinto dal Toro dopo vent’anni di astinenza. Praticamente un’altra era. L’ultima volta in cui battemmo la Juve le partite non venivano ancora trasmesse in diretta tv, non c’erano i cognomi dei calciatori sulle maglie, il biglietto d’ingresso si pagava in lire e dopo ogni gol l’altoparlante rimaneva muto, anziché scandire con toni orgiastici le generalità del marcatore. L’attesa interminabile ha alimentato in maniera spasmodica il desiderio, provocando un torrente di commozione. Al fischio finale ho pensato a mio padre, che quell’ultimo (ora penultimo) trionfo fece in tempo a vederlo. Me lo sono immaginato al mio fianco, serio e immobile come sapeva essere quando voleva proteggersi dalle emozioni, ma contraddetto dal volto che si andava accendendo di mille colori, con una preferenza per il rosso paonazzo: praticamente granata. Mentre lo pensavo mi sono scese due lacrime.

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