Triskel182

Il Maradona che ho conosciuto alla fine degli anni Ottanta era più bravo a giocare che a vivere. O forse solo quando giocava sembrava vivere davvero. La storia che voglio raccontarvi parla proprio di uno di quei momenti lì.
Era il mezzogiorno di un sabato, alla vigilia di qualche partita importante, e Maradona, tanto per cambiare, non si era presentato agli allenamenti per tutta la settimana. Il povero addetto stampa del Napoli aveva esaurito la scorta di bugie: la foratura della gomma, la visita medica, l’influenza contagiosa. Il giovedì, proprio quando lo davano a letto con 40 di febbre, era stato beccato in discoteca  nel cuore della notte con un bottiglia vuota di champagne in equilibrio precario sulla testa.

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